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Libri
 
La politica e la sua lingua

La politica e la sua lingua - La politica è intellettuale, perché politica della parola. Non è intellettuale il discorso politico. La politica intellettuale è indipendente dalla volontà, dalla perversione, dalla persuasione (e, così pure, dal buon senso e dal consenso), e procede dall'apertura, secondo il numero. Come educare? Come governare? Come amministrare? E, quindi, come formalizzare? La politica è pragmatica. Dimora nella parola. È impossibile delegare, è impossibile credere che la politica sia qualcosa che non riguardi" ciascuno". La politica riveste tutto il suo interesse ove ciascuno" divenga dispositivo politico, dispositivo di ascolto, dispositivo diplomatico, dispositivo di scrittura, dispositivo della formalizzazione, dispositivo della riuscita. Della riuscita senza soggetto. È questo un compito che può assumere "ciascuno" come allievo della vita originaria. La lingua con cui la politica si scrive è la lingua diplomatica. La piega procede dal due, secondo l'idioma, e segue al tempo. Niente clinica e niente messaggio senza diplomazia. Ciascuna volta, ciascuna cosa, vivendo, trova la piega. Il rischio esige il diploma. Impossibile vivere con il principio del minimo sforzo, cioè con il principio del risparmio. (Armando Verdiglione)

La libertà della parola

La libertà della parola - La libertà è tema impossibile. Impossibile acquisirla, impossibile conquistarla. Non vale la meta né il traguardo. La libertà è indipendente tanto dalla conoscenza quanto dalla coscienza. Ciascun elemento è libero. La libertà è della parola, e non del soggetto. Come amarla? Come odiarla, la libertà? E quante idee agiscono in suo nome? Quante abitudini si contraggono? Quante assunzioni del lutto, del dolore e della lotta? La libertà dell'impresa esige le virtù del tempo e dell'Altro. La libertà non è polemologica. Non si esercita nella dicotomia amico-nemico o nell' armonia dei rapporti di forza o nell' economia dei conflitti sociali e politici. La libertà della parola è questa: impossibile parlare della parola, cioè nessuna opinione comune. La libertà della parola esige la questione intellettuale, nonché il dispositivo di parola. La cosa più intollerabile è la parola. Una virtù del principio della parola è la libertà. (Armando Verdiglione)

La dissidenza cifrematica

La dissidenza cifrematica - Questo libro è ricco di citazioni da Armando Verdiglione perché "il testo di lettura è il testo di Armando Verdiglione, un testo che è scrittura che parla di scrittura e legge altre scritture, che procede dalla dissidenza freudiana ma è già dissidenza cifrematica". "Come leggere? C'è in portoghese una parola bellissima, che significa anche esperienza vissuta, ma che, a differenza dell'italiano, evita il participio passato e tende al gerundio: vivência. Rispetto al viaggio della vita, il come è un gerundio. Come leggere? Leggendo. Come scrivere? Scrivendo. Leggere non per interpretare, per capire; ma ascoltare, intendere, quindi leggere. Non si legge ciò che si vede, ma ciò che si ode e s'intende".

La tolleranza nel terzo millennio. L'Altro, il tempo, la differenza

La tolleranza nel terzo millennio. L'Altro, il tempo, la differenza - La cosa più accessibile, la più accettata, la più comune è la concezione dell'intolleranza, sancita dal principio del terzo escluso, dal principio d'identità e dal principio di non contraddizione. Non è accettata la tolleranza come apertura, relazione, modo dell'inconciliabile: nessuna conciliazione, nessun compromesso sociale o politico. Non è accettata la tolleranza né come rimozione originaria né come deduzione dello zero. Non è accettata la tolleranza né come resistenza originaria né come seduzione dell'uno. Non è accettata la tolleranza né come funzione di Altro né come abduzione dell'Altro. Inaccetabile, infatti, è la parola: e già il due, lo zero, l'uno, l'intervallo. E neppure l'altro tempo. (Armando Verdiglione)

Master del cifrematico

Master del cifrematico - La cifrematica è la scienza. Nuova, perché mai prima è stata. Scienza della vita. Anziché del discorso. E "ciascuno" è scienziato. Ma non "ognuno" e non "chiunque". Senza più statuto sociale. E senza più quelle logìe che sono diventate i luoghi comuni di ogni idiozia nazionale. (A. V.)

L'interlocutore

L'interlocutore - Chi è l'interlocutore del viaggio, della battaglia, della scommessa? Sta qui la questione intellettuale. Eluderla equivale al servizio reso al lassismo, quindi al discorso della morte. Che ci sia interlocutore risponde all'esigenza stessa della vita intellettuale e della sua cifra.

Master del brainworker

Master del brainworker - Brainworker è il dispositivo di direzione intellettuale dell'impresa. Dispositivo inedito quanto indispensabile per la riuscita, per i risultati, per la qualificazione di ciascun elemento, che, così, risulta intellettuale. Senza più quelle certezze soggettive e quelle idee evidenti e naturali, che, vere e proprie superstizioni, fanno la rovina della città!

Master dell'art ambassador

Master dell'art ambassador - La lingua diplomatica dell'art ambassador è il museo vivente. L'art ambassador è un nuovo statuto intellettuale: chi, comunicando, adempie una missione e contribuisce alla civiltà, in un processo di valorizzazione dell'arte e della cultura, in direzione del valore stesso della vita. (A. V.)

Il secondo rinascimento nel pianeta. Congresso mondiale di cifrematica. Milano, 28-30 maggio 2004

Il secondo rinascimento nel pianeta. Congresso mondiale di cifrematica. Milano, 28-30 maggio 2004 - Il secondo rinascimento non è il discorso chiamato occidentale. Non è il discorso di Platone e di Aristotele. Non è il discorso della morte, che presuppone il conflitto, la polemologia, la rappresentazione del nemico, e rispetto alla cui economia la morte è funzionale. È la parola originaria, la parola presa nella sua particolarità, nel suo idioma e nella sua cifra. E le cose sono estreme, perché dimorano nella parola. Quando le prime pagine dei giornali, i telegiornali, le vetrine delle librerie, dall'inizio degli anni settanta a oggi, erano pieni di notizie intorno al catastrofismo, alla rovina del pianeta, alla fine o alla morte dell'Europa, noi constatavamo, e constatiamo, che il rinascimento della parola e la sua industria prospettano la strada, il viaggio non come biforcuti, come presi nell'alternanza fra il bene e il male, fra la vita e la morte, fra il positivo e il negativo. Bene-male costituiscono l'ossimoro, l'ironia, il modo dell'apertura originaria, ma non sono dinanzi e non sono rappresentabili nell'Altro. Con l'idea del bene, noi siamo sotto una tirannia, un impero del bene. Siamo inondati da fiumane di bene, per cui tutte le notizie sono sul male e sul male dell'Altro, sul male che viene attribuito sempre al nemico, all'Altro. (Armando Verdiglione)

Scritture della rivoluzione cifrematica. Forum mondiale del secondo rinascimento, 3-5 dicembre 2004

Scritture della rivoluzione cifrematica. Forum mondiale del secondo rinascimento, 3-5 dicembre 2004 - La rivoluzione di cui in questo congresso discutiamo è la rivoluzione della parola, per cui le cose si rivolgono alla qualità. Perchè si rivolgono alla qualità? Perché procedono per integrazione e dall'apertura originaria, e secondo il loro idioma, secondo la loro particolarità. Qui, abbiamo prospettato un'altra accezione di rivoluzione che non è quella circolare, è una rivoluzione senza più cerchio, senza più unità e senza più linea, la spirale, quella che Leonardo chiama la forza intellettuale, e Machiavelli la virtù intellettuale. Questa è la rivoluzione. Le cose si rivolgono alla cifra, alla qualità intellettuale, al valore assoluto. Senza più soggetto. Senza più la negativa del tempo e dell'Altro. (Armando Verdiglione)

Il manifesto di cifrematica

Il manifesto di cifrematica - Dal Manifesto del secondo rinascimento al Manifesto di cifrematica, il viaggio narrativo si scrive valorizzandosi. Non c'è più chi abbia bisogno di dimostrare la sua esistenza né di rappresentarsi né di significarsi. L'affissione imprime la vita secondo il suo numero e nella sua qualità. E l'Italia serba l'intellettualità. Con la sua forza. E con la sua direzione. La libertà è della parola: non si promette né si assegna. E il piacere è l'approdo al capitale intellettuale. Il manifesto resta orale: esige l'impressione della luce, dall'ascolto al messaggio. Il servizio intellettuale trae la registrazione immemoriale verso il valore. la memoria non è più circolare. Lo statuto dell'esperienza e della comunicazione è intellettuale.

La rivoluzione cifrematica

La rivoluzione cifrematica - Le cose procedono dall'apertura secondo il loro idioma e si rivolgono alla qualità. Questa rivoluzione non è circolare ma funzionale. Esige i dispositivi intellettuali. Dispositivi di vita. Dispositivi di valore.

Edipo e Cristo. La nostra saga

Edipo e Cristo. La nostra saga - La prova di realtà appartiene alla fiaba. La prova di verità appartiene alla favola. E la saga, con la scrittura, conclude alla qualità intellettuale.

La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale

La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale - La famiglia è la traccia della vita, modo dell'apertura originaria, da cui procedono le particolarità, le strutture, la gestione, i risultati. Quali sono i dispositivi commerciali, amministrativi, pubblicitari, finanziari dell'impresa? Quali sono i dispositivi intellettuali della riuscita? Perché l'impresa non ha bisogno della genealogia? Quali ideologie e quali fantasmatiche si frappongono contro la riuscita? Quali progetti e quali programmi si dirigono alla valorizzazione dell'impresa? Qual è il vero capitale? Quali sono i dispositivi di direzione? Quali sono, in ciascun caso, le ipotesi dell'avvenire? Per quale piacere fare, intraprendere, viaggiare, conseguire profitti?

La mia industria

La mia industria - Invece di localizzarsi nella fabbrica o nell'ufficio, l'industria è la struttura originaria della parola. Qualsiasi visione del mondo ha cercata di dominarla finalizzandola. Qualsiasi regime politico ha cercato di controllarla. L'industria dice dell'impossibilità della paralisi e dell'imprescindibilità dell'invenzione e dell'arte dall'atto. L'era industriale ha ancora da venire. E il passaggio dal cosiddetto mondo della produzione al cosiddetto mondo dell'organizzazione come può rappresentare un passaggio verso la deindustrializzazione se l'organizzazione costituisce una nota dell'industria, quasi liminare rispetto all'industria anziché successiva? Nell'industria che dimostra come si svolge e come funziona l'inconscio, la logica, si scrive ciascuna conversazione. La tecnica e la macchina costituiscono due aspetti dell'industria: arte e cultura, gioco e formazione, terapia e invenzione, cammino e percorso. Se sprovviste dell'industria, la tecnica viene trasformata in una logìa e la macchina in strumento tanatologico. Entro il discorso della festa. (A. V., 1983)

Dizionario di cifrematica e dizionario dei nomi

Dizionario di cifrematica e dizionario dei nomi - Circa seimila termini - sei milioni di caratteri - nel loro svolgimento storico a partire dal 1973, anno in cui comincia a formalizzarsi e a scriversi la ricerca linguistica intorno alla cifrematica. Cinque le logiche: la relazione, il punto, la funzione, l'operazione, le dimensioni. Accanto alla matematica, alla filosofia, alla teologia, alla semiotica, alla psicanalisi, all'arte e alla cultura del ventesimo secolo, la cifrematica è la scienza che inaugura il ventunesimo secolo specificandosi come scienza della parola che diviene qualità. I testi sono gli scritti di Armando Verdiglione, circa trentamila pagine fra libri, articoli, conferenze, editi e inediti. Di ciascun termine, che costituisce nella mappa ipertestuale del dizionario un elemento essenziale alla logica della parola, viene riportata la definizione e indicata la funzione nella cifrematica. Inoltre, viene esplorato nel suo aspetto filologico, scientifico e clinico. Ciascuna citazione ha la fonte bibliografica. L'ordinamento è storico. Questa è la terza edizione, la prima è del 1993. Utilissimi i grafici delle logiche, eseguiti direttamente da Armando Verdiglione, che vengono inseriti come tavole fuori testo. Il "Dizionario dei nomi" riguarda molti autori, più volte citati e studiati, i cui scritti e la lettura fatta da Verdiglione sono indispensabili alla teoria e alla pratica della cifrematica (fra gli altri Freud, Lacan, Leonardo, Machiavelli, sant'Agostino, san Carlo Borromeo).

Dizionario di cifrematica e dizionario dei nomi

Dizionario di cifrematica e dizionario dei nomi - Circa seimila termini - sei milioni di caratteri - nel loro svolgimento storico a partire dal 1973, anno in cui comincia a formalizzarsi e a scriversi la ricerca linguistica intorno alla cifrematica. Cinque le logiche: la relazione, il punto, la funzione, l'operazione, le dimensioni. Accanto alla matematica, alla filosofia, alla teologia, alla semiotica, alla psicanalisi, all'arte e alla cultura del ventesimo secolo, la cifrematica è la scienza che inaugura il ventunesimo secolo specificandosi come scienza della parola che diviene qualità. I testi sono gli scritti di Armando Verdiglione, circa trentamila pagine fra libri, articoli, conferenze, editi e inediti. Di ciascun termine, che costituisce nella mappa ipertestuale del dizionario un elemento essenziale alla logica della parola, viene riportata la definizione e indicata la funzione nella cifrematica. Inoltre, viene esplorato nel suo aspetto filologico, scientifico e clinico. Ciascuna citazione ha la fonte bibliografica. L'ordinamento è storico. Questa è la terza edizione, la prima è del 1993. Utilissimi i grafici delle logiche, eseguiti direttamente da Armando Verdiglione, che vengono inseriti come tavole fuori testo. Il "Dizionario dei nomi" riguarda molti autori, più volte citati e studiati, i cui scritti e la lettura fatta da Verdiglione sono indispensabili alla teoria e alla pratica della cifrematica (fra gli altri Freud, Lacan, Leonardo, Machiavelli, sant'Agostino, san Carlo Borromeo).

La dissidenza freudiana

La dissidenza freudiana - Viene riproposto oggi, dopo venti anni, il libro che getta le basi della cifrematica, la scienza della parola.

La scienza della parola. Dalla psicanalisi alla cifrematica

La scienza della parola. Dalla psicanalisi alla cifrematica - Questo libro è uno strumento per quanti, studiosi e curiosi, vogliano conoscere gli elementi essenziali del percorso storico della psicanalisi in Italia e in Europa. Perché la psicanalisi è stata accolta in Europa solo se convertita al regime psicoterapeutico e alla finalità curativa propria all'ordine medico-psicologico? Perché Freud è stato respinto dal nazismo, dal fascismo, dal comunismo e dalla religione cattolica? Perché in Italia Mussolini, Gramsci e Gemelli si sono trovati d'accordo nel condannare la "scienza nuova", considerandola una teoria che metteva pericolosamente in questione le credenze ideologiche del ventesimo secolo? Una traversata storica e teorica degli scritti degli epigoni di Freud in Europa (Jung, Adler, Ferenczi, Klein, Anna Freud e la egopsychology) precisa la progressiva maternizzazione della pratica che ha ricondotto la psicanalisi alla psicoterapia. Una lettura inedita della storia culturale d'Italia, dai primi del Novecento a oggi, ritrova i pregiudizi scientisti, ideologici e religiosi per cui la psicanalisi è stata respinta come scienza e convertita al regime dello psicofarmaco. La fine delle ideologie, l'importanza dell'Europa, la crisi dei partiti, il sorgere di una nuova sensibilità per la legge, l'etica e la politica nella città, l'esplodere del regionalismo in un'oscillazione tra internazionalismo e provincialismo: questi alcuni elementi del contesto in cui esce questo libro, un'indicazione di come e dove reperire i fili della ricerca che, con una lettura inedita di Freud, Lacan, Verdiglione, specifica il progetto e il programma della psicanalisi del secondo rinascimento: la cifrematica.

Lettera all'Eccellentissima Corte di Appello. A proposito di un verdetto

Lettera all'Eccellentissima Corte di Appello. A proposito di un verdetto - Poiché in questi due anni non ho avuto modo né di difendermi né di esprimermi, poiché è stata criminalizzata la mia parola e in seguito vietata, poiché intendo fornire il mio apporto per una testimonianza in un itinerario di verità che respinge il vittimismo, scrivo questa lettera all'eccellentissima corte di appello scommettendo sull'intelligenza. E già per precisare che la parola, l'inconscio e il transfert non possono processarsi se s'instaura una condizione di ascolto. Per due anni non mi sono riconosciuto affatto in questo processo. Sono stato cercato dove non mi trovavo. Creando un personaggio che non mi riguardava, Giungendo all'estremo malinteso. Accrescendo, per dir così, l'enigma anziché toglierlo.