"... Perché la linguistica, la stessa psicanalisi, la logica matematica (non quella di Peano, ma quella che ha avuto un certo seguito fra un’università e l’altra, fra l’Europa e l’America) hanno mancato la cifrematica? Di recente, emerge qualcosa, che è ancora sull’onda del discorso. In America c’è chi parla di atti linguistici e di performance. Ma avviene come se tutto ciò facesse parte ancora una volta della manifestazione, del fenomeno e come se ci fosse sempre il discorso a presiedere, a dominare, a padroneggiare, a finalizzare la parola e l’impresa. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 73).
"... Queste cose cui accenniamo adesso, non le trovate nei libri di psicanalisi di nessuna epoca, le trovate nella cifrematica, che è la cosa di cui ciascun imprenditore deve munirsi. Nella sua intellettualità. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 210).
"... Intorno al pagamento in psicanalisi, un tale di Marsiglia aveva scritto un lungo libro che non abbiamo pubblicato, uscito nelle Lettres dell’École freudienne. Si era molto aggrovigliato, imbrogliato nell’elaborazione, ma, anche quando deragliava, in questo deragliamento c’erano sempre significanti come materiale per l’elaborazione. “Pagamento” è un significante, che trovate negli scritti di cifrematica, in particolare nel Giardino dell’automa. Ma nell’accezione che abbiamo dato oggi, il pagamento segue alla solidarietà come dispositivo di accoglienza e al patto come dispositivo della riuscita. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 562).
"... Mangiare il cervello: questo è il plagio. È una questione di cannibalismo. In altri termini, se l’influenza non è la violenza e la rapina del tempo, ma è la violenza e la rapina che devono essere rappresentate, che possono essere rappresentate, che rappresentano l’Altro, che devono essere economizzate partendo dalla fine del tempo, allora questa influenza, ha un riferimento astrale, oppure è un’influenza intersoggettiva e richiede la comunicazione da inconscio a inconscio, quindi il plagio, la telepatia, la contaminazione o l’infezione, a seconda delle fantasmatiche. Queste fantasmatiche sono costruite sempre sulla negativa del tempo per questo o per quell’altro aspetto. Chi volesse può rendersi conto della distanza enorme della “nozione” di tempo di cui “noi parliamo” (è impossibile parlare del tempo) dal discorso occidentale e anche da quanto del discorso occidentale c’è nello scritto di Martin Heidegger, Essere e tempo, oppure negli scritti di Albert Einstein. Quanto noi accenniamo intorno al tempo è qualcosa di nuovo. La cifrematica è nuova. Una novità assoluta sia per l’impresa, sia per le istituzioni, sia per il governo, sia per gli scambi internazionali. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 612).
"... La cifrematica è una novità assoluta. Senza precedenti. E non giova verificare che cosa ci sia stato prima e che cosa abbia condotto alla cifrematica. Nulla ci porta alla cifrematica. Né la linguistica né la filosofia. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 655).
"... Il museo e la galleria sono già nel viaggio. Galleria è un significante molto preciso, attiene al giardino e fa parte del dizionario di cifrematica. Noi non accettiamo la museografia, in quanto si fonda sulla mnemotecnica e sulla mnemomacchina, sul dovere, potere, sapere e volere ricordare della memoria. Il museo è il film. Se il libro è ciò che della memoria si scrive, il film è ciò che della scrittura si cifra. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 744).
"... In questa introduzione, abbiamo indicato in che modo la cifrematica constata che la vita è impagabile. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 1046).
"... La cifrematica non c’entra nulla con la mitologia medica. Restano le questioni: come può instaurarsi un dibattito anche con i medici e in che modo ciascuno può consultare un medico? ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 1245).
"... A questo punto, scriviamo intorno alla psicanalisi scientifica e diciamo, magari, che la cifrematica è una psicanalisi scientifica. Come nel caso di Freud “non c’è più psicologia”, nella parodia della psichiatria scientifica “non c’è più psichiatria” e nella parodia della psicanalisi scientifica “non c’è più psicanalisi”, intesa in modo ordinario e ordinale, nel modo inelegante, nel modo del dialogo, cioè in un modo non intellettuale, in un modo gratuito. Accettare o non accettare (“Sono accettato o sono respinto?, “Accetto o non accetto?”) va nel senso dell’accettazione mentale, dunque dell’abito che è inelegante, inarbitrario, inintellettuale. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 1389).
"... Il dispositivo del dibattito internazionale e intersettoriale del primo periodo, 1973-1985, ruotava attorno alla dissidenza e alla clinica. Non soltanto “non tutto è politica”, ma “l’inconscio non è politico”. Che l’inconscio sia politico è la presunzione di ogni politico secondo il discorso occidentale. Quello che il filosofo deve raccontare rientra nella presunzione di che cosa vogliano gli umani, di che cosa sappiano, del senso delle cose e della vita: tutto, inconsciamente, andrebbe verso la politica, tutti (o ognuno) si ritroverebbero nella politica. Ma questo non c’entra nulla con Gerusalemme, nulla con Freud, nulla con la cifrematica. Non c’è dubbio che la strada di Jung possa essere stata in questa direzione. Non c’è dubbio che una certa vulgata, anche lacaniana, degli anni settanta andasse nella direzione che l’inconscio è politico. Su questa onda, un oratore francese a Tbilisi diceva: “L’inconscio è una decisione politica”, come se Stalin potesse decidere per o contro l’inconscio! ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 1704).
"... Sono stati Dante Alighieri, poi Leonardo da Vinci, poi Niccolò Machiavelli e, specialmente, la cifrematica a constatare come il paradiso sia la dimora della sessualità innaturale. Un paradiso che sfugge alla promessa delle agenzie. Aritmetico. Non cosmopolitico. Non può essere cercato. Non dipende dalla ricerca. Quanto sorge tra invenzioni e arti del paradiso, lungo la corda e il filo della memoria, sfugge alla ricerca, non dipende dalla ricerca, non sarà mai raggiunto dalla ricerca. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 1752).
"... La lettura del testo di Freud, per noi, non è secondaria. Freud è un ebreo cattolico? Con lui s’introduce qualcosa, perché il paradiso dipende dalla memoria, non già dalla volontà. Dalla memoria come sogno e dimenticanza. Dalla memoria nel suo filo e nella sua corda, che divengono il filo e la corda del tempo o il filo e la corda del paradiso. Ma è la cifrematica a constatare la natura artificiale del paradiso, che non significa paradiso artificiale nel senso di drogologico, quindi sostanziale o mentale (sarebbe sempre un paradiso immaginato, creato come bene). ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 1756).
"... PIERLUIGI DEGLIESPOSTI Il senso comune situa l’ambizione rispetto all’obiettivo di ottenere alcune cose, quasi una sorta di equazione che porta a avere e quindi a essere. Mi pare che la cifrematica, invece, intenda altrimenti la questione dell’ambizione: più rispetto alla restituzione che all’avere o all’essere. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 1770).
"... Né ritorno a Freud né ritorno al testo di Freud. Già negli anni settanta proponevamo il ritorno di Freud, cioè la funzione di nome e, quindi, la lettura, perché questo testo non c’è già. Non c’è il testo nella sua sacralità! C’è il testo che sta nel sacro, cioè nella parola originaria. Si tratterebbe forse di mettre sur pieds Freud o Lacan o qualcun altro? La psicanalisi è il ricordo di copertura della cifrematica: altra psicanalisi, altro psicanalista. Per noi, si è trattato dell’introduzione della psicanalisi in Italia, tenendo conto che non veniva portata da nessun altro luogo: né da Vienna come luogo né da Parigi come luogo né da Londra né dall’America. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 1837).
"... MARIO WÜTHRICH La cifrematica conduce a uno statuto di poeta, statuto che non—è lo statuto del dispositivo ma che allo stesso titolo del secondo rinascimento si constata e si verifica. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 1964).
"... Il timbro della vita è il timbro sessuale, è il timbro diplomatico, è il timbro clinico, è il timbro della valorizzazione dell’impresa, dell’impresa intellettuale. Questo è il timbro. Senza la cifrematica saremmo sprovvisti del timbro e dovremmo fare come tutti, brancolare nel buio. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 2230).
"... Ringrazio coloro che hanno collaborato alla cura redazionale: Maria Grazia Amati, Alessandro Atti, Saverio Bellumat, Mariella Borraccino, Cristina Frua De Angeli, Fabiola Giancotti, Alessandro Taglioni. Ringrazio coloro che hanno insistito per la decisione di pubblicare le lezioni di cifrematica. Ringrazio coloro che hanno concorso a crearne le condizioni: Elisabetta Costa, Enrica Ferri, Maria Carmen Pericolo, Stefania Persico, Marina Ines Scrosoppi. Ringrazio pure l’equipe invincibile della Villa San Carlo Borromeo, Anna Gloria Mariano, Lucia Mariano, Paolo Farina, Anna Maria Turchetto, Carla Vazzoler. ..."
(La famiglia, l'impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, riga 2317).
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