"... LA RIVOLUZIONE CIFREMATICA ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 2).
"... La cifrematica è la scienza della parola originaria, la sua logica, la sua procedura, il suo processo di qualificazione. Le cose procedono, per integrazione, dall’apertura e secondo la loro dissidenza e si rivolgono alla cifra. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 20).
"... La cifrematica è la vita nella sua aritmetica e nella sua cifratica. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 25).
"... Però, l’apporto essenziale, rispetto alla comunicazione, è venuto dalla psicanalisi prima e, poi, dalla cifrematica, rispetto alla comunicazione. Nessuna comunicazione diretta. L’influenza non determina nessun passaggio e nessuna mediazione. La comunicazione non è intersoggettiva. In questo senso, l’intera teoria dell’informazione, la stessa scuola di Palo Alto, la grammatica di Noam Chomsky, la linguistica falliscono. Falliscono, perché credono ancora nel logo, nell’influenza propria del discorso della morte e nella comunicazione propria del logo. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 203).
"... Noi avviamo differenti dispositivi pragmatici, dove ci siano formazione e arte. Con il materiale che l’équipe svizzera trae dalle varie équipe e dalle conferenze, con le tavole dell’esperienza che allega, l’équipe fornisce loro uno strumento formidabile, che nessuno, in risposta a questi quesiti, può dare in Svizzera. Nessuno può dare le risposte che dà l’équipe svizzera. Semplicemente, con umiltà, senza nessuna arroganza, senza nessuna approssimazione, senza pensare che loro sappiano già. È uno sforzo parlare nell’altra lingua. La cifrematica non è un sapere, per cui noi sappiamo già e ci confrontiamo, perché sappiamo già. La cifrematica è un processo logico, strutturale e scritturale, che si fa man mano. E è sempre da dire, sempre da fare, da inventare e giocare e da scrivere. Non è mai fatto, detto, scritto. “Sappiamo già”. Sappiamo, che cosa? Nessuna saccenza. Nessuna sufficienza. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 403).
"... Se noi indaghiamo il libro nero dei nuovi inquisitori, in trent’anni, dal 1973, e la cifrematica, ci accorgiamo di un perpetuo malinteso. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 529).
"... Gli assi del business sono i dipartimenti e i dispensari. Il nostro business è nella cifrematica. Il nostro business è la cifrematica. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 533).
"... I tabù dell’affaire sono i tabù contro la cifrematica. Si ritrovano dovunque ognuno si configuri e si rappresenti, dovunque emerga 89 l’ombra dinanzi con il suo peso. L’ombra dinanzi è il soggetto. Solo il fantasma materno eretto a sistema rilascia i tabù. Questi tabù sono i principi fondamentali del discorso comune. Non è difficile avere questi tabù: basta pensarla come tutti, basta il conformismo. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 539).
"... “Accanto”: ovvero, non c’è più l’estetica trascendentale. “Accanto”: senza successione e senza spazialità. Da qui, tutto l’interesse, da parte del discorso occidentale, a sostituire l’adiacenza con la soggiacenza e, quindi, la memoria con l’ereditarietà. Che cosa giace sotto o sta sotto? La sostanza. L’ipostasi. La morte. Per ciò, l’immanenza e la trascendenza. L’incubo e il succubo. Il concetto di soggiacenza appartiene alla demonologia. Ma quale psicolinguistica, quale psicopatologia, quale discorso giudiziario possono fare a meno del concetto di soggiacenza? Voi avete notato come il discorso occidentale, nell’atto di parola, si dilegui, si vanifichi. E come non costituisca una linea, come non domini nulla. È in questo modo che abbiamo introdotto la cifrematica. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 563).
"... Già nei nostri scritti degli anni settanta, intorno alla mitologia psichiatrica, la questione del transfert si enuncia. La novità della cifrematica è assoluta. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 1061).
"... Internuntia: o dell’annunciazione nei tre registri, lungo il sentiero della legge, lungo il sentiero dell’etica e lungo il sentiero della clinica; e come si scrive l’annunciazione, con quali dispositivi. Fra cui quelli della tripartizione, essenziali alla cifrematica e, entro la cifrematica, nel brainworking. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 1063).
"... Quando si è inaugurata la cifrematica? Il significante è del 1988, ma possiamo indagare fin dai primi scritti, anche prima del 1973 e, di sicuro, dopo. Come avviene che, già nel 1973, noi diamo un appuntamento per discutere di libri e di altre cose, ma senza mai fondarci né sulla circostanza né su altro riferimento? Perché il riferimento non è all’essere, ma è quello che prima abbiamo chiamato sembiante, simulacro, simultaneità. Che cosa viene stabilito, in questa riunione? Un congresso. Esposizione di qualcosa che si avvia, discussione intorno a questo qualcosa, interrogazione di scritti in latino, in greco, in francese, in tedesco, in giapponese, in russo, in spagnolo, in cinese, e, poi, il congresso. In quella riunione, si è stabilito subito anche un seminario. Il seminario valeva più per la tripartizione del segno, che rispetto alla disseminazione, che, invece, è solo una delle proprietà della parola. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 1362).
"... La rivoluzione è cifrematica: le cose si rivolgono verso la qualità. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 1590).
"... La cifrematica è la scienza della vita. Giambattista Vico dice Scienza nuova. E quella di Descartes si vantava di essere “filosofia nuova”. La cifrematica è la scienza della parola originaria. La vita è la parola originaria. Perché cifrematica? Questione dello zero e della cifra. S’introduce lo zero nella numerazione, appunto con 260 la tripartizione fra lo zero, l’uno e l’intervallo. Le cose procedono dal due. Cifrema è la proprietà intellettuale della parola, quella che non si può alienare né sottrarre. Cifra, invece, è la qualità intellettuale. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 1592).
"... La cifrematica è la vita, nel suo numero, nella sua logica, nel suo idioma, nella sua struttura, nella sua scrittura, nella sua qualificazione. Il ciascuno non è il soggetto alla morte, come in questa fantasmagoria cosmologica. Ciascuno è intersitus: ovvero, è dispositivo intellettuale. Scriveva Johannes Keplero: 319 La geometria possiede due grandi tesori: uno è il teorema di Pitagora, l’altro la divisione di una linea secondo il rapporto estremo e medio [sarebbe la sezione aurea]. Possiamo paragonare il primo a una certa quantità d’oro e definire il secondo una pietra preziosa. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 1994).
"... L’universo non va trattato. La materia della cifrematica è la materia della parola. E materiale, come il materiale per la pittura, il materiale per l’arte, il materiale per il romanzo, il materiale per la narrazione, è ciascun elemento che entri nell’arca, nella parola. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 2023).
"... Solo narrando, ciascuno viaggia. Nessuna concezione dello spazio corrisponde alla narrazione del viaggio. Noi abbiamo indicato lo spazio come spazio della parola. Lo spazio è la superficie. Non c’è altra nozione di spazio, a meno di costituirla in un concetto, asserendo che lo spazio è l’universo trattato come un tutto. Lo spazio non è questo, perché l’universo trattato come un tutto è una visione del mondo. E quello che ci espongono gli astrofisici attiene alla loro visione del mondo. La cifrematica non erige nessuna visione del mondo, pertanto nessun concetto di spazio, che sia l’universo trattato come un tutto. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 2025).
"... e la cifrematica non si lasciano localizzare ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 2800).
"... Come pleonasmo. Ciò che reca le insegne del secondo rinascimento e della cifrematica viene discusso, elaborato, deliberato, deciso, stabilito nell’assemblea e nel dispositivo dell’assemblea. Questa è la nostra impresa intellettuale. Ciascun elemento è originario. Se non lo fosse, sarebbe privo di una delle virtù del principio della parola. Nell’esperienza, ciascun elemento è originario, ciascun elemento è elemento di valore, elemento intellettuale. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 2823).
"... I nostri dispositivi con scrittori, con filosofi, con artisti, con imprenditori, convocati a un congresso, a un master, al brainworking, alla mostra, si attengono a una scommessa intellettuale. A una scommessa di eternità. Nessuna deroga alla cifrematica, alla scienza della vita. “Secondo rinascimento”: questo è un modo di formulare la cifrematica. È una sua enunciazione. Rinascimento che procede dall’apertura, dal due, rinascimento della parola. L’altra faccia è l’industria. Il brainworking si contraddistingue, rispetto a qualsiasi mestiere, professione o consulenza, per l’attenzione alla direzione intellettuale e, in modo speciale, alla politica, alla finanza e alla diplomazia. Taluni fanno consulenza, ponendo la strategia come guida del business plan, dei piani industriali, dell’organizzazione, della commercializzazione, del management. La strategia è arte della piegatura, quindi è un aspetto della clinica. Clinica, piegatura. E un altro aspetto è la cultura. Clinica: compimento della scrittura pragmatica, della scrittura che avviene attraverso la lingua diplomatica e per l’intervento dell’idea della voce. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 2826).
"... Come la cifrematica è la vita ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 2858).
"... Può, Savonarola, riuscire a Firenze? Ma, appunto, quali armi? 579 La battaglia non può essere scambiata con la pena. Solo l’astrazione è pragmatica. Il sogno, la dimenticanza, la poesia, l’industria, la città si nutrono di astrazione. La cifrematica non dà lezioni né consigli né interpretazioni né spiegazioni né consolazioni. Nell’intervallo della vita, l’indugio è cedimento, dipende dall’accettazione mentale della morte. L’indugio dipende dal dubbio politico, tanto sul modello positivista quanto sul modello nichilista. Viene chiamato nichilismo, da taluni, questo radicalismo islamico, ma il negativismo e il positivismo rientrano nella stessa presunzione ontologica. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 3643).
"... L’idea personale, l’idea propria, l’idea che ognuno crede sua, è buona, è naturale, è l’idea agente, supposta agire. Quella che si frappone alla vendita. L’idea materna della voce. S’indirizza contro il bello del debutto, della differenza e della varietà insormontabili e della scrittura della vendita. S’indirizza contro il superfluo e il superlativo, su cui soltanto poggia il profitto. L’industria è l’indu- 630 stria della parola, con i suoi fiussi, con la sua valutazione, con il suo processo di valorizzazione. E, se il secondo rinascimento è la saga della cifrematica, il club del secondo rinascimento è costituito da tutti coloro che, a differente titolo e grado, colgono, del secondo rinascimento e dell’industria, i prodotti. Il prodotto estremo è il valore intellettuale, la qualità, la cifra della parola. ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 3937).
"... Artbanking brain. Come la procedura giova al profitto e la pervicacia finisce nell’invischiamento 427 Telartbanking. Come la quantificazione trae al guadagno e perché la morte non si lascia corteggiare 433 Culturebanking. Come il brainworking assicura i criteri della riuscita e della qualità e perché il secondo rinascimento e la cifrematica non si lasciano localizzare 442 ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 4313).
"... Mediacifratica. Come la cifrematica è la vita secondo il suo numero e nella sua qualità e perché vivere non è tirare a campare 452 ..."
(La rivoluzione cifrematica, riga 4314).
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