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Citazioni
 
Il manifesto di cifrematica

"... DI CIFREMATICA ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 3).

"... al Manifesto di cifrematica, ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 16).

"... L’esercizio sta nell’intervallo, ben segnato da un inizio e da una fine come una vacanza? O investe l’intero servizio intellettuale? Può essere periodizzato, spazializzato, temporalizzato l’esercizio? Sarebbe una pausa per pensare, un modulo o una modulazione per pensare, un intervallo per meditare? Dire “esercizio spirituale” vale a sottolineare che la spiritualità si esercita. Ma l’intellettualità non si esercita. La cifrematica non si esercita. La parola originaria non si esercita. L’esperienza non si esercita. Nessuno fa esperienza. Nessuna cosa vale come esperienza. L’esercizio è intellettuale. E che sia servizio indica già che l’approdo alla qualità è inevitabile. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 178).

"... La cifrematica è la scienza della parola. È la vita secondo il suo idioma e nella sua cifra. È quella scienza nuova, inaugurata dal testo del rinascimento e formulata da Giambattista Vico. È una scienza medica e giuridica, una scienza secondo l’aritmetica, la sola che possa indirizzare alla legge, all’etica e alla clinica. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 221).

"... Noi, da trent’anni, abbiamo instaurato qualcosa, che non ha niente da spartire con la volgarizzazione della psicanalisi, assunta a passe-partout e a luogo comune, dopo essere entrata come supporto per l’ideologia in vari paesi. Abbiamo introdotto una novità assoluta, la cifrematica, una scienza senza precedenti. La scienza che noi conosciamo, la scienza cui siamo abituati, è una scienza che, a Atene, si chiamava episteme e ignorava Gerusalemme, ignorava Roma, ignorava l’Etruria. È una scienza, che è lo stesso canone occidentale, è lo stesso discorso occidentale, è il discorso della padronanza, della padronanza sulla repubblica, sulla città, sulle cose, sulla vita. Quella scienza è fantasmagorica. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 447).

"... La cifrematica, con le sue logiche — la relazione, la funzione, l’operazione, la dimensione, la distinzione — dà il suo statuto sia alle scienze sia alle arti e alle invenzioni, sia all’aritmetica. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 450).

"... La cifrematica dà il suo statuto all’aritmetica. L’aritmetica non si studia nei manuali. L’approccio intellettuale segue l’aritmetica. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 519).

"... Questo è il secondo rinascimento. Questa la cifrematica. Questa era, fin dall’incominciamento, quella che noi chiamavamo ancora psicanalisi, di cui, però, non c’erano precedenti. C’erano elementi, scritti, qualcosa d’inaugurale nel testo di Freud, qualcosa nel testo di Lacan, ma c’erano anche in altri scritti, in altri testi, nell’arte, nella cultura, nella memoria. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 547).

"... Questa è la nostra clinica: non soltanto nessuna alternativa alla riuscita, nessuna alternativa alla cifrematica. Nessuna alternativa alla parola, nessuna alternativa all’arca, nessuna alternativa alla scienza della parola, nessuna logica dell’alternativa. Nessun medium tra il bene e il male da scegliere. La nostra clinica: le cose che si fanno secondo l’occorrenza si scrivono e il compimento di questa scrittura è strategia, è arte della piegatura e è cultura della piegatura, quindi clinica: clinica senza più patologia, senza più pathos, senza più patetismo, senza più compassione né commozione cerebrale, senza più psicologia, senza più sociologia, senza più antropologia. È il processo intellettuale. Ciascuno diviene, s’instaura come interlocutore, s’instaura come statuto intellettuale, come dispositivo del capitale intellettuale, come dispositivo del valore assoluto, del valore della vita, del valore della nostra vita, del valore verso cui le cose tendono, verso cui si rivolgono. Questa 97 la nostra rivoluzione. Il suo va e vieni è la sua stessa automazione. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 551).

"... Tocca a noi leggere e restituire il testo. Il testo. La memoria in atto. “Occidentale”, “orientale” sono materiali, elementi del testo. La cifrematica: la parola nella sua scienza. Quindi, nel suo principio. Nel suo numero e secondo il suo numero. La traccia non è il sistema formale. Nessuna composizione, nessuna conciliazione fra giuntura e separazione, fra simmetria e asimmetria. Nulla è innato o naturale. Nulla è tratto fra l’origine e la fine. Nulla è finalizzabile. Nulla è determinato o determinabile. La vita senza riferimento all’essere non è più la vita come moratoria e come predestinazione. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 694).

"... La rivoluzione cifrematica va dalla tripartizione del segno, dalla 149 logica della nominazione, fino alla qualificazione delle cose. Tra l’idiomatica e la cifratica. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 886).

"... Come avviene che s’instaurano questi dispositivi, l’università, Rythmòs, l’Associazione europea di brainworkers, l’Associazione psicanalitica d’Europa, l’Associazione cifrematica internazionale? Come avviene? Anzitutto, l’appuntamento. Inderogabile. Irrevocabile. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 963).

"... “Ma com’è che si dedica all’albergo a cinque stelle lusso, al ristorante, al restauro di una villa e non fa, invece, solo cifrematica, anche tenendo conto di un congresso così importante, e libri? E non sfrutta tutto quello che ha fatto finora, come patrimonio intellettuale e lascia perdere tutte queste cose, i mattoni e la cazzuola?”. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 991).

"... 172 La partita, in cui intellettuali e psicanalisti francesi erano stati introdotti, per anni, era ben altra. E gli stessi, in questa partita, sono intervenuti in ben altro modo, con ben altri termini, con ben altri contributi, con ben altro spessore, con ben altra direzione. Ma, fra il 1985 e il 1992, la partita originaria, la partita essenziale, è stata da noi vinta. Non nel senso di attribuire alla psicanalisi l’esperienza originaria, con la sua logica e la sua cifra, ma di constatarla in ben altro modo, con ben altra portata. Come cifrematica. Non solo, ma tutto ciò che prima era avvenuto s’inscriveva già nella cifrematica. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 1025).

"... I congressi, i saggi, gli scritti, le conferenze, la produzione, fin dal 1973, s’inscrivevano già nella cifrematica. Più che andare a valorizzare un significante usato come passe-partout per ogni idiozia — la psicanalisi — abbiamo riscontrato che la scienza non era più scienza del discorso, né dell’Altro né dello psicanalista, ma scienza della parola. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 1026).

"... Il brainworking è un significante intervenuto dopo, ma senza più l’accezione, che ha avuto a Chicago, all’istituto Battelle o nell’uso da parte di qualche economista. Il brainworking s’inscrive nella cifrematica. Era chiaro per Freud — ma non lo è stato per i suoi allievi e per i suoi discendenti e non lo è stato più, comunque, per chi crede che la psicanalisi sia una necessità sociale —, che, con la parola originaria, non c’era più psicoterapia, che il disagio non era più mentale, che non c’è più il male dell’Altro e che nessuna negatività sta dinanzi. L’incurabile è non già un male radicale o una negatività persistente, ma il tempo, l’Altro. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 1027).

"... La partita che si è giocata fra il 1985 e il 1992 è vinta e esige una rivoluzione per il pianeta. Non la clinica psicanalitica, con tutte le sue forme di psicoterapia e di prossimità, con la psicologia e la mitologia medica, ma la rivoluzione cifrematica. La rivoluzione, 176 propria al secondo rinascimento. È per questo, che la nostra parola d’ordine è vendere. Per intendere. Per concludere. Per valorizzare l’esperienza. Per compiere la nostra missione. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 1051).

"... La cifrematica dà il suo statuto alla psicanalisi ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 1173).

"... Resterebbe ancora nella canzonetta, dire: “dalla psicanalisi alla cifrematica”. La tentazione universitaria veicola sempre la tentazione universalistica. La distinzione fra minimalismo e massimalismo è in questo gioco delle parti e rientra nella distinzione fra il feriale e il festivo, fra l’istituzionale e il costituzionale. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 1191).

"... Qual è l’intervento, che non ha bisogno della psicoterapia, della psicofarmacologia, del metalinguaggio, dello statuto sociale, del rapporto sociale, e che non propone, in definitiva, nessuna renovatio, nessuna circolarità? In un articolo, che è un vero e proprio manifesto della cifrematica, dal titolo La cifra della città, pubblicato in “Spirali”, novembre 1984, emerge, accanto alla nozione di dispositivo della parola, la distinzione fra intervento dello psicanalista, intervento analitico, intervento clinico. Chi è lo psicanalista? La distinzione fra analista e analizzante è ancora nostalgica della dicotomia medico-paziente e la formula, di chi la adopera ancora, è quella che si avvale del concetto di paziente. Nessuno può adoperare il concetto di paziente, meglio di quel “filosofo”, che aggiorni il discorso occidentale e che si proponga come ideale del medico. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 1192).

"... 213 La cifrematica è la scienza della vita, la sua logica, la sua struttura, la sua qualificazione. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 1272).

"... Già in una sua lettera a Stefan Zweig, Freud affermava che lo psicanalista, come il poeta (curioso che Freud dica “come il poeta”) non ha l’abitudine di essere docile. Nessuna abitudine. Di che cosa si avvale, l’abitudine? L’abitudine dell’idea di sé e dell’idea dell’Altro. Padrone di se stesso, medico di se stesso, farmacista di se stesso, droghiere di se stesso! La terapia, che avevamo definito 217 vicenda della gloria e la formazione sono secondo l’inconscio, secondo l’aritmetica. L’inconscio non è formante né formato. In nessun caso, vale il concetto aristotelico di forma. Le scienze si leggono come attinenti al testo occidentale, come modo per restituire il testo occidentale, ma non hanno, rispetto alla cifrematica, il posto che, per Hegel, hanno le religioni e, cioè, non hanno una funzione propedeutica o iniziatica. Nominarsi, essere nominato, autorizzarsi, attorizzarsi. Se è il soggetto a autorizzarsi, è la rovina. ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 1295).

"... La cifrematica dà il suo statuto alla psicanalisi ..."
(Il manifesto di cifrematica, riga 1446).