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Citazioni
 
L'albero di san Vittore

"... Non termino nell'estate il volume cui lavoro da cinque anni, La cifrematica. Né organizzo la redazione finale della mia lettura della Bibbia o del libro intorno a Freud, Lacan, gli altri psicanalisti e la cifrematica. Lo farò, con forza, in seguito a questo soggiorno a san Vittore, in seguito a questo tratto essenziale nella partita. Queste mie lettere, scritte giorno per giorno, costituiranno il mio intervento nell'assemblea, che si tiene ogni sabato sera, dove voi v'incontrate per un dibattito, per la scrittura, per la decisione, venendo appositamente da varie città italiane e europee. Quanto qui vi scrivo risulta una minuscola parte delle note che globalmente riceverete. Vi scrivo infatti, a parte, moltissime altre note a proposito delle questioni organizzative, cliniche, giuridiche, diplomatiche. Potete valutarle, facendo, di giorno in giorno. Le troverete in altri fogli che vi mando ..."
(L'albero di san Vittore, riga 18).

"... Costituendomi, ho compiuto un gesto di dignità, di rigore e di generosità per voi, per il nostro progetto, per la cifrematica, per l'Europa. Da ora può esserci soltanto l'ascesa, nonché il risvolto positivo e i frutti di questi cinque anni d'investimento specialissimo e di ricerca. Una forza straordinaria: la prova è bellissima; il mio non è un caso giudiziario, ma un caso culturale e, mio malgrado, un caso politico. Chi ha avuto bisogno di mandarmi qui? Chi non ha bisogno di farmi uscire? ..."
(L'albero di san Vittore, riga 33).

"... Le indicazioni che vi do sono interlocutorie, non sono leggi. Per altro, a san Vittore ho pochi elementi e, certo, non posso parlare con gli acquirenti. Potete farlo voi. Sono sicuro che ciascuno sta compiendo uno sforzo straordinario. La forza è quella della parola. E venuto il momento di non risparmiarsi più, di non criticarsi più. E il tempo del fare. Condivido la strategia dell'avvocato Giorgio Baldini per concludere la vendita nella migliore condizione che possa raggiungersi a breve, purché dignitosa. Gli scissionisti hanno abbandonato, all'indomani dell'inizio dell'inquisizione laicistica, nel 1985, il loro itinerario di formazione e di arte, per il disagio in cui si erano trovati rispetto alle loro famiglie e rispetto ai loro ambienti di lavoro, ma, sopra tutto, per la professione di antintellettualismo e per il loro inaccesso alla teoria, in particolare alla cifrematica. Si sono condannati a uno scivolamento verso le psicoterapie, facendo la caricatura di quanto avevano appena orecchiato. Hanno collaborato con i "nuovi inquisitori", dopo avere sondato gli orientamenti, le direttive e i consigli del noto pubblico ministero. ..."
(L'albero di san Vittore, riga 70).

"... All'indomani della prima comunicazione giudiziaria per concorso, in quanto presidente dell'associazione, per la circonvenzione dell'incapace dentista, Alberto Dall'Ora, mio avvocato, mi aveva informato che nulla c'era contro di me, tranne interessi ideologicoprofessionali, e che quelli volevano distruggere la "Fondazione". Mi aveva anche suggerito di andare in Francia, dove avevo un'abitazione e il giornale "Spirales", nonché il dipartimento di cifrematica. Poi ho sentito, tante volte, i rituali consigli all'imputato: "Mai bisogna irritare i giudici", "Mai bisogna destare la suscettibilità degli avvocati". Parliamo con giudici e avvocati. E noi facciamo. ..."
(L'albero di san Vittore, riga 83).

"... un dibattito effettivo sui miei scritti e sulla cifrematica. ..."
(L'albero di san Vittore, riga 125).

"... Amici miei, oggi non basta più la prova di realtà: non basta accedere al labirinto, camminare nel cielo e percorrerlo. Ancora uno sforzo: provate a fare secondo l'occorrenza, cioè a fare miracoli. Facendo, qualcosa accade: questo il miracolo. La circostanza è, certamente, la più propizia per una prova di verità, per i dipartimenti di cifrematica, per la scrittura. ..."
(L'albero di san Vittore, riga 363).

"... Non partecipate più né al pentitismo né al cannibalismo giudiziario, che hanno caratterizzato per anni la provincia Italia. Provate a interrogarvi intorno alla rottura del transfert e a quanto ne consegue per voi. Voi vi siete allontanati dall'esperienza, per il disagio in cui, all'indomani dell'inizio dell'inquisizione laicistica, vi trovavate rispetto alle vostre famiglie e al vostro ambiente sociale, ma anche perché eravate ancora lontani dalla teoria, dalla logica, dalla psicanalisi, dalla cifrematica, e perché avevate ancora una posizione antintellettuale e anticulturale. ..."
(L'albero di san Vittore, riga 715).